Prevenzione dei rifiuti nella distribuzione di prodotti ortofrutticoli: confronto tra farm delivery e modalità tradizionali

  • Camilla Tua Politecnico di Milano
  • Simone Nessi
  • Lucia Rigamonti
  • Mario Grosso Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Politecnico di Milano
Parole chiave: analisi del ciclo di vita, carote, filiera corta, mele, prevenzione dei rifiuti.

Abstract

Da tempo la prevenzione dei rifiuti è indicata come l’obiettivo primario che le politiche e le strategie europee e nazionali di gestione dei rifiuti dovrebbero perseguire in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Inserendosi in questo contesto, il presente studio si è proposto l’obiettivo di valutare, attraverso la metodologia dell’analisi del ciclo di vita, l’effettiva convenienza ambientale della pratica di farm delivery come modalità di distribuzione alternativa al canale tradizionale della Grande Distribuzione Organizzata.

La farm delivery rientra nel ventaglio di misure indicate da Regione Lombardia per ridurre i rifiuti urbani a livello locale e consiste nella commercializzazione in cassette riutilizzabili di prodotti agricoli di stagione reperiti direttamente presso produttori prossimi al luogo di consumo.

Lo studio si è focalizzato, in particolare, su due prodotti ortofrutticoli, le carote e le mele, per cui viene garantita un’alta disponibilità nell’arco dell’anno nei due canali di distribuzione analizzati.

Per ciascuna referenza, è stata confrontata un’esperienza reale di farm delivery con alcuni scenari base relativi alla distribuzione di mele e carote sfuse o confezionate presso la GDO. Il confronto è avvenuto in termini di rifiuti prodotti, di impatti potenziali sull’ambiente e sulla salute umana e di consumi energetici.

Per entrambi i prodotti, l’attività di farm delivery, così come concepita nella filiera analizzata, non è risultata comportare un’effettiva riduzione dei rifiuti complessivamente generati e degli impatti potenziali rispetto alla distribuzione tradizionale. Sono state dunque individuate e valutate alcune modifiche a tale attività per renderla un’alternativa ambientalmente valida o comunque non peggiorativa.

Pubblicato
04-11-2014
Sezione
Articoli di ricerca