Ingegneria dell'Ambiente https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida <p>La rivista ospita contributi in lingua italiana; è richiesto un abstract in inglese. E' Open Access, effettua una double blind peer review, il comitato scientifico è composto da 50 ricercatori provenienti da 17 Università differenti.</p> it-IT direzione@ingegneriadellambiente.net (Stefano Caserini) mirkogenovese91@gmail.com (Mirko Genovese) gio, 01 feb 2024 18:18:00 +0000 OJS 3.1.1.4 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 IL CONTENIMENTO DEL CONSUMO DI SUOLO MEDIANTE IL RISANAMENTO E IL RECUPERO DI SITI CONTAMINATI E AREE DEGRADATE: CRITICITA’ E OPPORTUNITA’ https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/497 <p>Le città italiane sono entrate da tempo in una fase del tutto nuova rispetto al passato. Questa fase si apre dopo alcuni decenni in cui le città hanno accompagnato un ciclo economico sostanzialmente espansivo, tradotto in una progressiva estensione dei territori urbanizzati.</p> <p>Le urgenze poste dal cambiamento climatico e le esigenze legate alla rigenerazione urbana mettono in crisi lo sviluppo quantitativo, spingendo per una nuova progettazione urbana, in cui qualità, welfare e sostenibilità non siano solo dei titoli retorici, e in cui le risorse che il corpo sociale può mettere in campo vengano indirizzate a vantaggio di tutti.</p> <p>Il tema della rigenerazione riguarda la città nel suo insieme, dal centro storico alla città diffusa, ed è necessario prefigurare modelli di sviluppo fino ad ora sostanzialmente inesplorati, ma di cui possono intravvedersi i contorni, ben sapendo che la rigenerazione urbana richiede un insieme d’interventi sincroni allo sviluppo economico, a partire dalle caratteristiche del contesto territoriale di riferimento nell’ottica della costruzione di una strategia di sviluppo economico locale.</p> <p>&nbsp;</p> <p>I dati annuali sul monitoraggio del territorio mostrano che in Italia il consumo di suolo, invece di rallentare, tende ad accelerare, avendo raggiunto nel 2022 il picco degli ultimi 10 anni con circa 76,8 km<sup>2</sup> di nuove coperture artificiali (pari a circa 21 ettari al giorno; SNPA, 2023a). Le aree più critiche sono concentrate nelle zone periurbane e urbane, unitamente alle aree nell’intorno del sistema infrastrutturale. La crescita delle superfici artificiali è stata solo in piccola parte compensata dal ripristino di aree naturali, che ha riguardato 6 km<sup>2</sup>, facendo risultare ancora lontano l’obiettivo di azzeramento del consumo di suolo netto, che, nel 2022, è quindi risultato pari a 70,8 km<sup>2</sup>, di cui 14,8 km<sup>2</sup> di consumo permanente. Gli impatti del consumo di suolo, come è noto, incidono fortemente sulla riduzione della capacità di adattamento al riscaldamento globale e sulla perdita di servizi ecosistemici, con un danno economico potenziale stimato in 7,8-9,5 miliardi di euro ogni anno.</p> <p>In questo quadro, emerge con urgenza la tematica del recupero delle aree degradate, soprattutto quando esse necessitino di interventi di bonifica. Purtroppo, non esiste un censimento aggiornato ed esteso a tutto il territorio nazionale delle aree abbandonate; indagini ISTAT riferite al 2012 indicavano che le aree industriali dismesse in Italia rappresentano circa il 3% del territorio nazionale, con una superficie complessiva di circa 9.000 km<sup>2</sup>, il 30% dei quali collocati in ambito urbano. E’ disponibile, invece, un quadro aggiornato sui siti contaminati: quelli di competenza locale in cui è previsto o è in corso un intervento di bonifica sono 3065, cui si sommano 3263 siti potenzialmente contaminati e 42 Siti di Interesse Nazionale (SNPA, 2023b). L’estensione totale di tali siti ammonta a circa 200.000 ettari di terreni e 77.000 ettari di aree marine.</p> <p>La diffusione e rilevanza dimensionale delle aree degradate e contaminate e la loro collocazione in aree urbane o periurbane le rende un terreno privilegiato su cui realizzare le principali trasformazioni urbane, soprattutto per contenere il consumo e l’impermeabilizzazione di suolo vergine. La loro riqualificazione e rigenerazione territoriale rappresenta un’opportunità per migliorare la qualità di vita nelle città, aumentando la competitività dell’area e riducendo l’espansione urbana, nonché migliorando la qualità dell’ambiente e i servizi ecosistemici, con benefici consistenti per la collettività (Vaccari e Villani, 2021).</p> Carlo Collivignarelli, Maurizio Tira, Mentore Vaccari ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/497 lun, 15 gen 2024 21:55:19 +0000 LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE ED ECONOMICA DEL TRATTAMENTO DEI FANGHI DI DEPURAZIONE: EVIDENZE DALLA LETTERATURA https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/482 <p>I fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane sono una tipologia di rifiuto che richiede un adeguato trattamento e smaltimento al fine di minimizzare odori, emissioni e possibile trasmissione di malattie. Oltre agli impatti ambientali, anche i costi hanno un ruolo di primo piano. Si è deciso pertanto di approfondire i temi della sostenibilità sia ambientale che economica del trattamento dei fanghi tramite una revisione della letteratura scientifica. Questa si compone di tre parti: i) una revisione narrativa delle tecnologie per trattare i fanghi; ii) una revisione degli studi Life Cycle Assessment (LCA) pubblicati tra il 2010 e il 2020; iii) una revisione degli studi Life Cycle Costing (LCC) pubblicati tra il 2004 e il 2022. Sulla base della revisione di letteratura, è stato possibile trarre alcune indicazioni. La digestione anaerobica emerge come un metodo di pretrattamento che contribuisce a minimizzare gli impatti ambientali ed economici associati a qualsiasi trattamento a cui venga applicata. Non è stato possibile invece giungere a una conclusione in merito al confronto tra impatti ambientali della mono-combustione e dell’impiego agronomico. Sul fronte dei costi, la mono-combustione si configura come una delle opzioni più dispendiose per la gestione dei fanghi, mentre l'utilizzo in agricoltura risulta economicamente più vantaggioso. L'opzione di co-combustione con rifiuti mostra risultati positivi sia dal punto di vista ambientale sia economico. Il compostaggio si posiziona a metà strada tra le varie opzioni dal punto di vista ambientale, mentre è tra le scelte più convenienti dal punto di vista economico. Lo smaltimento in discarica è economicamente vantaggioso nel breve termine, ma ha benefici limitati nel lungo periodo. Inoltre, risulta spesso la soluzione meno favorevole nelle LCA. È rilevante infine sottolineare che i risultati degli studi LCA e LCC presentano una notevole variabilità e non possono essere facilmente generalizzati a qualsiasi contesto.</p> Stefano Puricelli, Andrea Franzoni, Marco Traversi, Mariasole Bannò, Roberto Canziani, Mario Grosso, Lucia Rigamonti ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/482 gio, 11 gen 2024 22:27:02 +0000 VALUTAZIONE DI UN SERVIZIO DI PULIZIA PROFESSIONALE IN AMBITO CIVILE: ANALISI COMPARATIVA MICROBIOLOGICA ED AMBIENTALE TRA METODI TRADIZIONALI E “GREEN” https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/480 <p>Le superfici contaminate rappresentano una delle vie principali attraverso cui virus e batteri possono diffondersi. Un buon protocollo di pulizia e sanificazione è fondamentale al fine di preservare una superficie igienica e sanificata in spazi comuni così da limitare la trasmissione di agenti patogeni.&nbsp; Tuttavia, il processo di sanificazione e pulizia delle superfici può comportare degli impatti ambientali significativi. In Italia, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) rappresentano un importante strumento normativo per promuovere la sostenibilità ambientale negli appalti pubblici e privati. Nel contesto della pulizia e della sanificazione delle superfici, i CAM – Criteri Ambientali Minimi- possono guidare verso l'adozione di prodotti e metodi a basso impatto ambientale, promuovendo pratiche più sostenibili. In questo lavoro, un protocollo “GREEN”, sviluppato secondo i CAM, è stato valutato, mediante la sua applicazione in un contesto di pulizia civile. La valutazione è stata effettuata sia dal punto di vista ambientale attraverso un’analisi di <em>Life Cycle Assessment</em> (LCA), che dal punto di vista igienico-microbiologico, quantificando i batteri eterotrofi totali a 22°C e a 37°C a seguito di un campionamento esteso a 12 superfici presso l’edificio BL27 del campus Bovisa La Masa del Politecnico Milano. Lo studio è stato effettuato in modo comparativo rispetto ad un protocollo di pulizia più tradizionale e ha dimostrato l’efficacia del protocollo “GREEN”, adeguata alla destinazione dell’uso dell’area considerata, nell’abbattimento e nel mantenimento delle cariche batteriche al di sotto del valore preso di riferimento in questo studio di 80 UFC cm<sup>-2</sup> e tramite l’analisi LCA una significativa riduzione (29 g di CO<sub>2 </sub>per metro quadro) dell’impronta di carbonio, che nello scenario di applicazione del protocollo all’intero cantiere pilota porterebbe all’abbattimento di 311 kg di CO<sub>2 </sub>emessa.</p> Asia Rosatelli, Erika Bruno, Luciano Vogli, Beatrice Bandera, Cesare Buffone, Andrea Franzetti ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/480 mer, 17 gen 2024 10:49:38 +0000 RASSEGNA ED ANALISI DELLE VARIABILI CHE INFLUENZANO LE EMISSIONI DI AMMONIACA DAL SETTORE ZOOTECNICO https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/492 <p>L'ammoniaca è un inquinante atmosferico, che porta all'acidificazione e all'eutrofizzazione del suolo e dell'acqua e contribuisce alla formazione di particolato atmosferico secondario. Secondo le stime attuali degli inventari delle emissioni nazionali e locali, gli allevamenti zootecnici e la fertilizzazione dei terreni costituiscono la principale sorgente di emissione di questo inquinante. La normativa finalizzata alla riduzione e controllo delle emissioni di ammonica interviene su più fronti: fissando limiti ed obiettivi di riduzione delle emissioni a livello nazionale e definendo degli standard di riferimento tecnologico per alcune tipologie di allevamenti zootecnici.</p> <p>Nel presente studio, i fattori di emissione medi nazionali per l’ammoniaca, riferiti all’ultimo aggiornamento dell’inventario nazionale delle emissioni in atmosfera (ISPRA, 2023), sono stati confrontati con i risultati ottenuti dal software di supporto alle decisioni e alle autorizzazioni a livello aziendale: BAT-tool Plus (CRPA, 2021), che risulta ampiamente utilizzato nell’ambito delle autorizzazioni integrate ambientali. Verificata quindi la compatibilità delle stime nazionali con quanto ottenibile a livello della singola azienda, utilizzando dati ottenuti da misure su scala mondiale e raccolti nel database DATAMAN, è stato possibile indagare la coerenza e l’allineamento dei fattori di emissione nazionali e delle simulazioni aziendali, in un contesto geograficamente molto più ampio.</p> <p>Le analisi statistiche su dati misurati effettuate in questo studio confermano l’influenza che svariati fattori hanno sulle emissioni di ammoniaca dal comparto zootecnico, quali le variabili legate alle tecnologie degli allevamenti e di fertilizzazione, le caratteristiche chimiche e fisiche degli effluenti, i parametri meteorologici.</p> Elisabetta Angelino, Anna Gilia Collalto, Alessandro Marongiu ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/492 gio, 11 gen 2024 00:00:00 +0000 IL FUTURO DELL’ACQUA E LA NUOVA DIRETTIVA EUROPEA: TECNOLOGIE INNOVATIVE E RISPARMIO ENERGETICO https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/493 <p>La Commissione europea ha adottato una proposta di direttiva recante revisione delle precedenti disposizioni in materia di trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) che contribuirà al raggiungimento dell’obiettivo di inquinamento zero (riduzione dei microinquinanti e delle concentrazioni allo scarico) e azzeramento dei consumi.</p> <p>La tematica affrontata durante l’11° edizione del convegno di approfondimento tenuto dalla SEAM engineering si è focalizzata sullo stato attuale della <strong>normativa europea</strong> e le modifiche proposte dalla <strong>nuova direttiva europea</strong>, riportando esempi pratici e tecnologie innovative, che si propongono di raggiungere i nuovi obbiettivi stabiliti mediante l’ottimizzazione del trattamento delle acque reflue.</p> Domiziano Basilico, Elisabetta Vacchelli ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/493 gio, 28 dic 2023 14:35:26 +0000 ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILITÀ LOCALE: OPPORTUNITÀ E VINCOLI PER LE PICCOLE MEDIE IMPRESE ITALIANE https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/494 <p>Per sostenere lo sviluppo dell’economia circolare nel tessuto industriale italiano è necessario investire in semplificazione, condivisione e innovazione. L’articolo traccia una analisi critica dell’attuale stato dell’economia circolare in Italia, sottolineando in particolare le difficoltà che le piccole-medie imprese si trovano ad affrontare nell’approcciarsi a questo ambito, e propone alcune soluzioni operative che possono facilitare la diffusione di iniziative di circolarità in diversi settori economici. Infatti, se da un lato la politica comunitaria indirizza il mercato verso il riciclo, per cercare di ridurre la quantità dei rifiuti da trattare e contenere il consumo di materia prima vergine, sono molti gli ostacoli che ancora oggi condizionano le imprese e limitano lo sviluppo e l’innovazione: la confusione del quadro normativo e la difficoltà di trovare sul territorio servizi di supporto sono due delle principali limitazioni all’innovazione circolare.</p> Chiara Fabris, Anna Mazzi ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/494 mar, 16 gen 2024 16:36:34 +0000 SINTESI DEL SEMINARIO DI STUDIO DI INGEGNERIA SANITARIA-AMBIENTALE “ESPERIENZE DI ECONOMIA CIRCOLARE APPLICATA AL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI” https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/495 <p>Il termine “economia circolare” è ormai entrato nella nostra quotidianità. Sebbene il Recupero di Risorse sia applicato ormai da anni, specialmente dalle imprese, tale concetto rappresenta un approccio importante per garantire la sostenibilità di un ciclo produttivo. L’obiettivo del Seminario di studio di Ingegneria Sanitaria-Ambientale svoltosi a Brescia il 15 dicembre 2023 è stato quello di affrontare il tema della valorizzazione di risorse in alcuni settori industriali del trattamento rifiuti. Per ciascuno dei cinque ambiti presi in considerazione (fanghi di depurazione, costruzioni, metallurgia, rifiuti urbani, incenerimento dei rifiuti) è stato presentato un primo intervento (svolto da un esperto del mondo universitario) di illustrazione delle alternative di recupero dei residui, a cui ha fatto seguito un esempio concreto di economia circolare presentato dalle diverse imprese partecipanti.</p> Carlo Collivignarelli, Giorgio Bertanza, Sabrina Sorlini, Mentore Vaccari, Alessandro Abbà, Claudio De Rose ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/495 ven, 12 gen 2024 20:34:09 +0000 SONDE E APPARECCHIATURE DA CAMPO CID PER RILEVARE: COD, SST, TENSIOATTIVI, VOLUME E VELOCITÀ DI SEDIMENTAZIONE DEI FANGHI https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/498 <p>Il CID Ing Ventura Srl opera nel settore della depurazione delle acque reflue da oltre 40 anni attraverso la progettazione e fornitura chiavi in mano di impianti di depurazione e i servizi di gestione degli impianti, grazie alle sonde e ai sistemi di telecontrollo di propria produzione. L’esperienza maturata nel campo della depurazione ha permesso di realizzare sistemi di rilevazione da campo CID, coperti da Brevetto Europeo, costituiti dalle sonde e apparecchiature per la rilevazione in continuo di diversi parametri: [ppm] COD, Solidi Sospesi, Tensioattivi, e il misuratore del Volume [cc/l] e Velocità di sedimentazione dei fanghi [m/h]. Nel presente articolo presentiamo più in dettaglio i nostri sistemi che sono particolarmente indicati nella gestione e nel telecontrollo degli impianti per la versatilità robustezza e assenza di manutenzione, dovuta ai componenti utilizzati, alla struttura delle sonde in acciaio inox, e al sistema di pulizia pneumatica automatica particolarmente efficiente. Le Sonde CID funzionano collegandole alle apparecchiature CID nei modelli Mini, che produciamo da oltre 20 anni e nel nuovo sistema smartCID.</p> Carlo Ventura, Davide Ventura, Arcangelo Ventura ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/498 gio, 01 feb 2024 00:00:00 +0000 Informazioni dalle aziende https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/499 <p><strong>Coperture in lega di alluminio JSF ALUROOFS</strong></p> <p>Da oltre 25 anni la JSF ALUROOFS di Villadangos del Paramo – Leon (E) propone sul mercato mondiale coperture in lega di alluminio per depuratori oltre che per edifici civili con centinaia di referenze in tutto il mondo e migliaia di metri quadrati coperti. L’alluminio ha preso sempre più piede nelle coperture di depuratori rispetto alla classica vetroresina grazie alle sue caratteristiche ed ai suoi indubbi vantaggi: • L’alluminio non si degrada con la luce ultravioletta e non trasmette la luce perché ha una bassa emissività termica. Quindi zero radiazioni verso l’interno e zero calore dall’esterno verso l’interno. • L’alluminio non fa scintille ed è quindi un materiale ideale ovunque ci siano pericoli di esplosione o di incendi. • Le leghe di Al non richiedono manutenzione o alcun tipo di trattamento nel tempo (vernici, gel ecc.) • Le coperture hanno un basso profilo con un minore volume di aria da trattare. • La struttura delle coperture in Al garantisce una qualità uniforme nel tempo. Il processo di lavorazione delle coperture in alluminio non determina o provoca modifiche o danni alle sue caratteristiche strutturali; le leghe di alluminio sono fornite allo stabilimento di lavorazione con certificati che attestano le prove effettuate per garantire la loro robustezza strutturale. • Le coperture piane in lega di Al sono estremamente versatili e possono essere modificate ed adattate alle più svariate situazioni di impiego senza alterare le loro caratteristiche strutturali e sono a tenuta stagna. • Sono leggere e facilmente smontabili e amovibili dal personale che può avere necessità di intervenire all’interno delle vasche urgentemente. Botole, porte, valvole antidepressione, apertu re, raccordi possono essere montati in ogni momento sui pannelli senza pregiudicarne le caratteristiche strutturali e la sicurezza. • Sono autoportanti e calpestabili con la massima sicurezza del personale • La vetroresina ha problemi per la salute durante la lavorazione: formazione di micropolveri giudicate cancerogene negli USA. • Al contrario della vetroresina l’alluminio è riciclabile al infinito e la JSF Aluroofs garantisce per almeno 50 anni le proprie coperture.&nbsp;[...]</p> <p>___________________________________</p> <p><strong>“Patto per l’Acqua” per la tutela della risorsa</strong></p> <p>Riduzione della frammentazione, introduzione di parametri di verifica gestionale, consolidamento industriale del settore e approccio integrato tra i diversi usi dell’acqua. Sono le quattro proposte di riforma del comparto idrico intorno alle quali Utilitalia (la Federazione delle imprese idriche, ambientali ed energetiche) ha invitato le proprie associate di siglare un “Patto per l’Acqua”. In occasione della Fiera Ecomondo di Rimini, Utilitalia ha presentato l’iniziativa al ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica &nbsp;Gilberto Pichetto Fratin. In un contesto di crisi aggravato dagli effetti dei cambiamenti climatici, le eccellenze dell’industria idrica italiana associate alla Federazione hanno deciso di fare squadra per mettere al servizio del Paese le proprie competenze e capacità industriali. Sono 43 le aziende ad aver già siglato il “Patto per l’Acqua”, un’iniziativa che punta a compiere ogni azione utile a sostegno di politiche nazionali di tutela ambientale e della risorsa, di resilienza delle reti e dei sistemi di approvvigionamento, per garantire ai cittadini universalità e qualità dei servizi offerti.[...]</p> <p>___________________________________</p> <p><strong>Impianto fotovoltaico di autoproduzione ibrido</strong></p> <p>È operativo il nuovo impianto fotovoltaico targato Grastim JV, specializzata nel settore della decarbonizzazione di complessi industriali, situato nello stabilimento di Kohler Engines a Reggio Emilia. L’inaugurazione della centrale fotovoltaica rappresenta la prima materializzazione di un ambizioso progetto ibrido e di autoproduzione nato dall’accordo siglato tra Grastim e Kohler Engines. Il progetto prevede l’integrazione di un impianto fotovoltaico da 860,2 kW, installato sulla superficie di copertura dell’edificio SMUT (Blocco A), con una produzione attesa di 1148 MWh. Composto da 1870 pannelli da 460 W ciascuno, l’impianto è parte di un accordo più ampio che include anche una centrale di trigenerazione da 2 MW, attualmente in fase autorizzativa. L’unione di questi due impianti avrà notevoli riflessi ambientali ed economici, prevedendo una significativa riduzione delle emissioni di CO2 fino a 1300 tonnellate all’anno, pari al 19,5% delle emissioni energetiche complessive del sito. Inoltre, si stima un risparmio dei costi energetici fino al 15%.&nbsp;[...]</p> <p>___________________________________</p> <p><strong>HydraToZero, innovativo progetto di tubature sostenibili</strong></p> <p>CPC INOX, in collaborazione con Team Stainless, ha presentato alla fiera Accadueo di Bologna un sistema composto da tubi e raccordi completamente in acciaio inossidabile AISI 316L, caratterizzato da una lavorazione unica che conferisce al materiale delle corrugazioni in grado di rendere il condotto flessibile e curvabile, per adattarsi ad eventuali asperità e tortuosità della zona di posa e per permettere di assorbire movimenti tellurici di qualsiasi genere una volta in opera. Questa particolare conformazione dei tubi in acciaio inossidabile consente di azzerare quasi interamente lo spreco idrico di strutture pubbliche e private, permettendo di risparmiare non solo in termini economici ma anche ambientali. L’acciaio inox AISI 316L scelto da CPC Inox si configura come il materiale ideale per le tubature di nuova generazione anche per le sue altre numerose qualità: è flessibile, resistente, igienico, facilmente riparabile, completamente riciclabile e altamente durevole, con una vita utile centenaria e un tasso di rottura trascurabile.[...]</p> <p>___________________________________</p> <p><strong>Atlante inaugura la sua nuova stazione di ricarica rapida a CityLife</strong></p> <p>Atlante, la società del Gruppo NHOA (NHOA.PA, già Engie EPS) dedicata alla rete di ricarica rapida e ultrarapida per veicoli elettrici, dal 2023 mette a disposizione degli oltre 10 milioni di persone che ogni anno visitano quest’area, la prima stazione di ricarica rapida per veicoli elettrici aperta 24 ore su 24 di CityLife. La stazione è dotata di 4 punti di ricarica rapida e si prevede un successivo allargamento fino a 12 nuovi punti di ricarica rapida e ultrarapida, non appena ottenute le autorizzazioni amministrative necessarie. La stazione di ricarica sarà anche cobrandizzata con BMW e MINI e immediatamente localizzabile, sia tramite le principali applicazioni di servizi per la mobilità elettrica, che con le app dedicate ai clienti del BMW Group, con cui è possibile accedere alla tariffa flat Active. Il pagamento è facilissimo poiché, grazie anche alla partnership con Mastercard, sarà possibile ricaricare il proprio veicolo pagando anche tramite POS direttamente con carta di debito, credito o prepagata, offrendo così maggiore semplicità di utilizzo e trasparenza dei prezzi.&nbsp;[...]</p> <p>___________________________________</p> <p><strong>Trasformare i rifiuti in risorsa – Innovare, Collaborare, Sostenere</strong></p> <p>Waste Management Europe (a Bergamo dal 9 all’11 aprile 2024) è un evento di riferimento nel panorama fieristico legato al tema dell’Economia Circolare che mette insieme decisori politici, organizzazioni globali e soluzioni innovative per affrontare le sfide della gestione dei rifiuti e guidare l’attuazione delle varie attività in tale ambito. La prima edizione nel 2022 ha creato un luogo di incontro annuale di valore per l’Europa. La seconda edizione nel 2023 ha ospitato molti nomi di spicco che hanno condiviso soluzioni per ridurre la quantità di rifiuti, aumentare la percentuale di riciclo e realizzare una vera economia circolare, tra cui Amazon, IKEA, Deloitte, ENI, IBM per citarne alcune, oltre a rappresentanti delle istituzioni locali e internazionali. WME 2024 collegherà migliaia di professionisti uniti dal comune sforzo di garantire un pianeta adatto alle generazioni future. L’evento, incentrato per questa terza edizione sul tema “Trasformare i rifiuti in risorsa – Innovare, Collaborare, Sostenere”, sarà ancora una volta allestito alla Fiera di Bergamo, in uno spazio espositivo e congressuale di oltre 4000 mq dove l’intera filiera dell’industria della gestione dei rifiuti e del riciclo dei materiali sarà ben rappresentata. [...]</p> AA. VV. ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/499 gio, 01 feb 2024 00:00:00 +0000