Ingegneria dell'Ambiente https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida <p>La rivista ospita contributi in lingua italiana; è richiesto un abstract in inglese. E' Open Access, effettua una double blind peer review, il comitato scientifico è composto da 50 ricercatori provenienti da 17 Università differenti.</p> it-IT direzione@ingegneriadellambiente.net (Stefano Caserini) mirkogenovese91@gmail.com (Mirko Genovese) lun, 28 ott 2019 11:54:43 +0100 OJS 3.1.1.4 http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss 60 “LIVING LABS”: UNO STRUMENTO DI INNOVAZIONE PER SOCIETÀ WATER-SMART https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/234 <p>L’attuale società deve far fronte alla crescente domanda di acqua e benessere, in un contesto di cambiamento climatico, dinamica demografica, urbanizzazione e presenza di inquinanti vecchi e nuovi. Si impongono profondi cambiamenti, per garantire la sicura disponibilità di risorse idriche, adeguate in quantità e qualità ai fabbisogni di oggi e domani e che possono diventare una realtà tangibile innanzitutto attraverso la capacità di ricerca e d’innovazione che ha da sempre contraddistinto la storia umana (Lovins et al., 2009).</p> <p>In parallelo ed in stretta connessione con la necessità di prevenire e controllare le situazioni di stress idrico quali-quantitativo, si impone la necessità di cambiare l’approccio “take, make, waste” in quello della chiusura dei cicli, del recupero di materia e di energia.</p> <p>Le mutate esigenze che si prospettano richiedono un’evoluzione del servizio idrico integrato, che pur svolgendo naturalmente il proprio ruolo principale attraverso le consuete azioni di captazione, adduzione e distribuzione per l’acqua potabile e di raccolta e depurazione per le acque reflue, in accordo alle normative vigente, deve acquisire nuove funzioni come ad esempio la possibilità di produrre risorse e non rifiuti, la capacità di gestire il rischio sanitario esteso all’intera filiera idrica, l’attitudine proattiva alla protezione dell’ambiente.</p> <p>Sono quindi necessarie innovazioni su vasta scala e in diversi ambiti, unite alla buona gestione e all’ottimizzazione di quanto già esiste, è operabile ed è disponibile.</p> Francesca Malpei, Desdemona Oliva ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/234 mer, 16 ott 2019 13:06:44 +0200 CONFRONTO TRA DIFFERENTI VERSIONI DEL SOFTWARE RISK-NET PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO SANITARIO-AMBIENTALE DI UN SITO CONTAMINATO DI INTERESSE NAZIONALE https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/223 <p>Il presente lavoro intende fornire una valutazione aggiornata del rischio sanitario-ambientale per i lavoratori coinvolti negli interventi di messa in sicurezza e bonifica dell’area Micorosa all’interno del SIN di Brindisi. L’analisi è stata svolta considerando una fase sperimentale, caratterizzata da una campagna di indagine sul soil gas, ed una fase valutativa, che ha previsto il confronto tra differenti elaborazioni di Analisi di Rischio (AdR). Una AdR aggiornata si è resa necessaria sia per gli aggiornamenti nel tempo del software di supporto che per il periodo trascorso dalla valutazione dei rischi all’inizio lavori. Si è proceduto a confrontare tre diverse elaborazioni di AdR: a) AdR effettuata con Risk-net v. 1.0 da Sogesid nel 2013; b) AdR effettuata con Risk-net v. 3.1 con database ISS (Istituto Superiore di Sanità) – INAIL (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavori) del 2015, con calcolo delle Reference Dose (RfD) e Slope Factor (SF); c) AdR effettuata con Risk-net v. 3.1 con database ISS-INAIL del 2018, con calcolo delle Reference Concentration (RfC) e Inhalation Unit Risk (IUR). I risultati ottenuti hanno evidenziato una differenza sostanziale tra gli output delle diverse versioni del software Risk-net sia per le concentrazioni soglia di rischio (CSR) sia per i parametri di rischio e pericolo totali. Gli aggiornamenti dei software e delle loro banche-dati possono pertanto influenzare gli esiti della AdR e quindi gli obiettivi finali di bonifica.</p> Claudia Labianca, Sabino De Gisi, Grazia Pannarale, Vito Specchio, Michele Notarnicola ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/223 lun, 16 set 2019 08:15:33 +0200 UTAQ, UN TOOL A SUPPORTO DELLA PREVISIONE E DELLA GESTIONE DEGLI EPISODI ACUTI DI INQUINAMENTO ATMOSFERICO https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/231 <p>UTAQ (Urban Tool for Air Quality) è un progetto europeo finanziato dal CAMS (Copernicus Atmosphere Monitoring Service) - ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) che prevede lo sviluppo di un applicativo Web per la previsione della qualità dell’aria a scala urbana ad alta risoluzione (10-50 m). UTAQ consente da un lato ai cittadini, funzionari tecnici ed epidemiologi di conoscere e quindi limitare l’esposizione agli inquinanti atmosferici sulla base della posizione (via GPS) e dall’altra ai pianificatori territoriali e ai decisori di valutare preventivamente l’effetto sul rientro del superamento dei limiti normativi di qualità dell’aria, delle limitazioni sul traffico e sui veicoli (ad es. riduzione del traffico, limitazione dei veicoli pesanti, costituzione di aree LEZ Low Emission Zone …). UTAQ produce mappe di qualità dell'aria ad alta risoluzione, sia in tempo reale che come previsione fino a 4 giorni, con e senza la riduzione emissiva legata alle limitazioni decise. La previsione della concentrazione avviene con la "composizione" di (1) concentrazioni di fondo fornite da CAMS a scala europea grazie al modello ENSEMBLE, in tempo reale e previsionali, (2) la dispersione delle emissioni locali (in primis il traffico) attraverso l’utilizzo di funzioni sorgente-recettore secondo un approccio derivato dal progetto Sherpa City sviluppati dal JRC, (3) i dati di qualità dell’aria misurati da centraline urbane di monitoraggio. UTAQ in sintesi supporta le autorità ad aumentare il grado di consapevolezza dei propri cittadini, diffondendo le previsioni sulla qualità dell'aria ed il beneficio ottenuto grazie alle strategie urbane adottate.</p> <p>Il sistema modellistico UTAQ è stato calibrato e validato utilizzando i dati misurati della stazione di qualità dell’aria di ARPA Lombardia di Meda (MB), su un dominio di calcolo di 10x10 km<sup>2</sup> centrato intorno a 7 Comuni in provincia di Monza e Brianza (per un totale di circa 180'000 abitanti), soci dell’Agenzia INNOVA21, stakeholder del progetto UTAQ.</p> Fabrizio Ferrari, Roberta Gianfreda, Giuseppe Maffeis ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/231 mer, 16 ott 2019 17:16:06 +0200 STIMA DEGLI IMPATTI AMBIENTALI DEGLI IMPIANTI ENERGETICI A BIOMASSA A SCALA REGIONALE ATTRAVERSO UN APPROCCIO LIFE CYCLE ASSESSMENT: IL CASO DELL’EMILIA-ROMAGNA https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/197 <p>Come si possono stimare gli impatti ambientali dei settori energetici green, come quelli degli impianti a biomassa (solida e biogas) a scala regionale?</p> <p>Il catasto GIS degli impianti energetici a biomasse dell’Emilia-Romagna nel 2016 era costituito da 316 impianti a biomassa per una potenza elettrica installata totale pari a 210 MWel, basati a loro volta su differenti filiere di approvvigionamento: combustione di biomassa legnosa forestale o da arboricoltura, biogas da coltivazioni energetiche dedicate, biogas da sottoprodotti agricoli e zootecnici, biogas da sottoprodotti dell’industria agroalimentare, biogas da discariche e depuratori.</p> <p>L’obiettivo dello studio è stato quello di stimare sia a livello qualitativo che quantitativo gli impatti ambientali a scala regionale dei diversi sistemi di impianti, partendo dai dati sulle filiere di approvvigionamento, potenza elettrica e posizione geografica, peri l confronto con altri sistemi produttivi. Per l’analisi è stato adottato un approccio LCA, implementando i dati all’interno del software Simapro 7.3, in maniera integrata con i riferimenti presenti nel database Ecoinvent, e poi applicando il metodo di calcolo Ecoindicator’99 100y.</p> <p>Per questo, si sono creati 8 teorici, ma realistici, tipi standardizzati di impianti a biomassa unitari (“impianti US”; non medi, bensì realistici appunto), caratterizzati da una potenza elettrica di 1 MWel e da 8000 ore/anno di lavoro (quindi pari ad una produzione elettrica di 8000 MWhel/anno); ognuno degli impianti US è stato correlato in maniera pesata alle differenti filiere di approvvigionamento sopracitate.</p> <p>Oltre ai suddetti impianti US, nel software Simapro 7.3 sono stati implementati i dati di 15 casi studio reali, di differenti impianti a biomassa reali, insieme ai riferimenti svizzeri presenti del database LCA Ecoinvent, relativi ai processi di produzione energetica derivanti dalla combustione di biomassa legnosa e biogas. Così è stato possible calcolare gli impatti ambientali unitari degli impianti US con il metodo LCA di Ecoindicator'99 e quindi misurarne i rispettivi valori sia in termini di categorie di impatto che di macro-categorie di danno ambientale.</p> <p>Dai risultati ottenuti si è concluso a livello generale che i risultati degli impianti US sono comparabili e concordano abbastanza bene con i riferimenti svizzeri di Ecoinvent; in futuro le differenti tipologie unitarie standardizzate di impianto potranno essere molto utili per valutare sistemi energetici a scala regionale/territoriale. Moltiplicando i valori unitari di impatto e danno ambientali per i valori regionali di potenza elettrica installata in Emilia-Romagna nel 2016, si è ottenuta una stima quali-quantitativa, ponderata e misurata, degli impatti e dei danni ambientali complessivi causati dai singoli diversi sistemi di impianti a biomassa a scala regionale.</p> <p>In questo lavoro presentiamo i dati di partenza fondamentali per ogni singolo impianto US. Successivamente, proponiamo i corrispondenti risultati numerici unitari di Ecoinvent'99, in termini di impatti e categorie di danni di Ecoindicator’99; infine presentiamo i risultati della valutazione a scala regionale. Il lettore eventualmente potrebbe migliorare la base di dati standardizzata, effettuare valutazioni simili per territori diversi, confrontare gli impatti determinati in diverse regioni ed eventualmente riprodurre indici d‘impatto con altri metodi LCA.</p> Luca Vignoli, Paolo Cagnoli, Alessandra Bonoli ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/197 mer, 16 ott 2019 17:22:54 +0200 UNA NUOVA VITA PER LA VETRORESINA https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/216 <p>Nonostante la ripresa della nautica sia oggi realtà, la crisi del settore ha portato con sé una grande quantità di imbarcazioni, e relative attrezzature di produzione, obsolete (Marsh, G. (2013). End-of-life boat disposal–a looming issue.&nbsp;Reinforced Plastics,&nbsp;57(5), 24-27). Il progetto Glebanite® mira a creare una possibilità per tutti questi prodotti considerati scarto dando una chiara risposta al problema del loro smaltimento, con particolare attenzione ai materiali compositi a fibra rinforzata. Con questo progetto di recupero si ambisce a innescare un processo di Circular Economy per la generazione di un nuovo materiale riciclato e ri-processabile e per una nuova economia di supporto alla nautica da diporto.</p> Federico Maggiulli, Andrea Ratti ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/216 mer, 16 ott 2019 17:18:44 +0200 SONDE CID DA CAMPO PER TELECONTROLLO ACQUE DI SCARICO https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/237 <p>La gestione degli impianti di depurazione richiede una particolare attenzione dal punto di vista ambientale e dei costi di gestione e della formazione e aggiornamento del personale addetto. <br>Per tale motivo viene qui presentato il sistema SCADA CID particolarmente indicato per i consorzi di gestione degli impianti di depurazione comunale.</p> Ing. Ventura ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/237 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 EFFICIENZA ED INNOVAZIONE CON KSB AMADS3 https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/238 <p>Il panorama del ciclo idrico in Italia è estremamente frammentato. Gli attori del servizio idrico integrato si suddividono in base alle loro attività di regolamentazione, pianificazione, gestione e controllo. Nella gestione dell’acqua, gli attori in primo piano sono le&nbsp;AATO, ciascuna con competenza nel proprio Ambito Territoriale Operativo (le porzioni di territorio che riflettono la mappa idrografica dei bacini d’acqua e che coincidono spesso con le province). Si tratta di enti, governati da un’assemblea di sindaci (o loro delegati) del territorio di riferimento, che affidano il servizio idrico integrato ai gestori con una convenzione, secondo schemi diversi. Non esiste, infatti, un unico modello di gestione: gestori pubblici, privati e misti convivono sul territorio italiano sulla base di scelte storiche, politiche e organizzative delle amministrazioni pubbliche. (...)</p> KSB Italia S.p.A. ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/238 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 CONOU: UNA ECCELLENZA ITALIANA TRA EQUILIBRI E NUOVE SFIDE https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/239 <p>Operativo dal 1984, il CONOU, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati, coordina l’attività di oltre 60 aziende private di raccolta e 3 impianti di rigenerazione distribuiti sul territorio nazionale. Dall’inizio della sua attività il Consorzio ha raccolto 6 milioni di tonnellate di olio lubrificante, 5.3 milioni delle quali avviate alla rigenerazione, con cui sono state prodotte 3 milioni di tonnellate di olio base. Negli anni il CONOU è riuscito a trasformare un rifiuto pericoloso in una preziosa risorsa economica, affermandosi come una vera e propria “eccellenza” nel settore della Green Economy in Italia. (...)</p> Consorzio CONOU ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/239 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 E-COMMERCE E SOSTENIBILITÀ: IL VADEMECUM PER UN PACKAGING PIÙ RISPETTOSO DELL’AMBIENTE https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/240 <p>Grazie alle sinergie attivate, in oltre un trentennio di attività, Comieco ha contribuito a fare dell’Italia uno dei paesi leader in Europa per il riciclo di carta e cartone. Con un tasso attuale di riciclo di poco inferiore all’80%, (in Italia si riciclano 4 scatole su 5) l’Italia è a un passo dall’obiettivo dell’85% fissato dall’Unione Europea per il 2035 portando benefici economici, sociali ed ambientali generalizzati all’intera collettività, a dimostrazione che il riciclo degli imballaggi di carta e cartone “conviene”. La raccolta differenziata ed il riciclo sono entrati nel DNA del sistema Italia, per proseguire su questa strada anche gli attori del sistema di produzione degli imballaggi sono chiamati a fare la propria parte, ricercando e adottando soluzioni e strategie per una progettazione di imballaggi cellulosici innovativi, sostenibili e ottimizzati. Lo sviluppo dell’e-commerce sta ridefinendo le abitudini di consumo, la logistica delle città, gli spazi di stoccaggio, la filiera produttiva, le normative, la comunicazione, i servizi di trasporto e consegna, le tecnologie e gli imballaggi. Tutti gli attori coinvolti nella filiera dell’e-commerce devono prendere atto delle opportunità e delle criticità per contribuire alla gestione efficace ed efficiente di questa nuova modalità di consumo e il packaging è coinvolto in questa rivoluzione. (...)</p> Consorzio Comieco ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/240 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 OGNI LATTINA VALE https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/241 <p>Da quest’anno l’Italia aderisce al grande progetto europeo “Every can counts” con l’obiettivo di promuovere la raccolta e il riciclo delle lattine in alluminio, anche in occasione&nbsp;di grandi eventi.<br>Si chiama “Ogni lattina vale” la declinazione italiana del progetto “Every can counts”, iniziativa che ad oggi coinvolge ben 13 Paesi della Comunità Europea. (...)</p> Consorzio CiAl ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/241 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 Utilizzo integrato di surfattanti biodegradabili e reagenti ISCO per il trattamento di terreni e acquiferi contaminati da idrocarburi https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/242 <p>In molti casi i processi di bonifica in situ di siti contaminati da idrocarburi risultano difficoltosi e articolati, perché la complessità del modello concettuale determina condizioni nelle quali non è possibile eseguire interventi di risanamento risolutivi con l’utilizzo di un’unica tecnologia di bonifica. (...)</p> Ing. Claudio Sandrone, Ing. Andrea Campi, Ing. Fabiano Maccari ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/242 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 Gruppo Marazzato dal 1952 al fianco dell’ambiente https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/243 <p>Il Gruppo Marazzato è presente anche quest’anno all’Ecomondo di Rimini dal 5 all’8 Novembre. Nato nel lontano 1952 per volontà del fondatore Lucillo, passato poi nelle mani del figlio Carlo (cui si deve, nel 1976, l’ideazione della “Spurgo Service”, in affiancamento alla primaria attività di trasporti su strada), e oggi giunto con successo alla terza generazione che vede al timone i nipoti Alberto, Luca e Davide, autori del processo di internazionalizzazione in tutto il mondo.<br>Una realtà industriale multipotenziale di prim’ordine in Italia, leader del settore nella gestione e trattamento rifiuti di ogni tipo e genere, nonché nelle migliori tecnologie a servizio dell’ambiente a disposizione di privati, imprese ed enti pubblici. (...)</p> Gruppo Marazzato ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/243 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 Torino “adotta” il Po d’AMare e avvia la sperimentazione di prevenzione del river litter https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/244 <p>Parola d’ordine: prevenzione. Fiumi puliti per mari puliti e il Po, con i suoi 652 km, 4 Regioni e 13 Province attraversate, è il corso d’acqua che meglio si presta a operazioni di raccolta, recupero e riciclo dei rifiuti, in plastica in particolare, prima che arrivino al mare. Gran parte dei rifiuti marini (circa l’80%) proviene infatti dalla terraferma e raggiunge il mare prevalentemente attraverso gli scarichi urbani e i corsi d’acqua. La presenza di rifiuti sulle spiagge e nei mari disincentiva il turismo, colpisce la pesca e la nautica con un impatto economico stimato dall’Unep (United Nations Environment Programme) in 13 miliardi di dollari l’anno. (...)</p> IREN e AMIAT ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/244 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100 GeoTeBE: la banca dati degli impianti geotermici a bassa entalpia in Emilia-Romagna https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/245 <p>I cambiamenti climatici, l’inquinamento atmosferico, la povertà energetica degli edifici e il benessere abitativo sono parte integrale delle sfide ambientali, sociali ed economiche che dobbiamo affrontare nei prossimi decenni, adottando soluzioni sostenibili. Le direttive europee sul clima e sull’energia per il 2050, che mirano alla ‘decarbonizzazione’, cercano di promuovere e favorire l’utilizzo delle fonti rinnovabili termiche, a basso impatto ambientale, ed il progressivo abbandono dei combustibili fossili. (...)</p> Riccardo Caputo, Dimitra Rapti, Paolo Cagnoli ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/245 lun, 28 ott 2019 00:00:00 +0100