https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/issue/feed Ingegneria dell'Ambiente 2022-11-12T17:44:32+00:00 Stefano Caserini direzione@ingegneriadellambiente.net Open Journal Systems <p>La rivista ospita contributi in lingua italiana; è richiesto un abstract in inglese. E' Open Access, effettua una double blind peer review, il comitato scientifico è composto da 50 ricercatori provenienti da 17 Università differenti.</p> https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/429 NOTIZIE DA REMTECH: UN FERMENTO DI NUOVE TECNOLOGIE 2022-10-28T14:25:26+00:00 Marco Falconi marco.falconi@isprambiente.it <p>Gentili lettori, ho l’onore di essere stato invitato a scrivere l’editoriale di questo numero della rivista Ingegneria per l’Ambiente. Lo scrivo con la penna del Coordinatore Scientifico di Remtech Europe, per evidenziare le cose più interessanti emerse durante la conferenza. Questa edizione ha visto protagonista i PFAS (PerFluorinated Alkylated Substances), la classe di contaminanti estremamente ubiquitari che sono presenti nelle schiume antincendio in quantità percentuali e in diversi prodotti presenti nel nostro quotidiano come i cartoni della pizza, i tessuti antimacchia e impermeabili, caratteristiche peculiari date dal legame carbonio-fluoro che ne costituisce l’ossatura. Dalla conferenza sono emerse diverse criticità: per prima cosa la loro difficile definizione, perché non è facile capire cosa sono i PFAS e cosa no giacché esistono differenti descrizioni da diverse istituzioni internazionali. La seconda difficoltà è la caratterizzazione poiché non esiste un protocollo analitico standardizzato per questa classe che racchiude più di 4700 composti riscontrati in commercio o nell’ambiente, secondo gli ultimi rapporti pubblicati e diversi laboratori stanno lavorando su propri protocolli per poterli poi proporre agli organi di normazione.</p> 2022-10-22T16:26:14+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/425 VALUTAZIONE DEL CICLO DI VITA DI UN IMPIANTO EOLICO OFFSHORE GALLEGGIANTE: UN CASO STUDIO ITALIANO 2022-10-28T14:25:26+00:00 Gaia Brussa gaia.brussa@mail.polimi.it Mario Grosso mario.grosso@polimi.it Lucia Rigamonti lucia.rigamonti@polimi.it <p>&nbsp;</p> <p>L'energia eolica offshore può fornire l'accesso a risorse aggiuntive, superando alcuni problemi relativi alle installazioni eoliche onshore. Questo lavoro consiste nella valutazione del ciclo di vita (LCA), dalla culla alla tomba, di un parco eolico offshore galleggiante. L’impianto, previsto al largo della Sicilia e attualmente in fase di autorizzazione, sarebbe composto da 190 turbine eoliche con una potenza nominale di 14,7 MW, per un totale di 2,8 GW, installate su fondazioni galleggianti. Nel sistema modellizzato, come rappresentative della tecnologia impiegata, sono state assunte la turbina di riferimento e la piattaforma semi-sommersa con ormeggio a catenaria sviluppate dal <em>National Renewable Energy Laboratory</em>.</p> <p>L'unità funzionale scelta è la fornitura di 1 GWh di energia elettrica alla rete a terra: ciò significa includere nell’analisi anche il sistema elettrico necessario per la trasmissione, costituito principalmente dai cavi sottomarini. I metodi di valutazione degli impatti utilizzati sono l'EPD (2018) e il <em>Cumulative Energy Demand</em>.</p> <p>Dallo studio risulta che la fase di approvvigionamento di materie prime è la più rilevante, per tutte le categorie d’impatto; in particolare, incidono i materiali per la turbina e per la struttura galleggiante. Invece, per <em>l’esaurimento delle risorse abiotiche </em>i cavi elettrici sono l’elemento più significativo. L'allontanamento dalla costa comporta, generalmente, impatti ambientali maggiori a causa dell'aumento della complessità delle infrastrutture.</p> <p>In ottica di decarbonizzazione, si sottolinea che l’impatto stimato sul <em>riscaldamento globale </em>è di 31,3 g CO<sub>2eq</sub>/kWh; tale intensità carbonica risulta competitiva con altre tecnologie a basse emissioni per la generazione elettrica. Il parco eolico mostra anche una buona prestazione in termini di tempo di payback delle emissioni di gas serra e dell’energia investita per la costruzione dell’impianto, stimati rispettivamente in 2 e 3 anni, a confronto con una vita prevista di 30 anni.</p> 2022-10-12T09:44:05+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/424 TECNOLOGIE, CONSUMI ENERGETICI, COSTI E IMPATTI AMBIENTALI NELL’ESCAVAZIONE, LAVORAZIONE E TRASPORTO DI CALCARE E OLIVINA 2022-10-28T14:25:26+00:00 Serena De Marco serena.demarco@polimi.it Stefano Caserini stefano.caserini@polimi.it <p>Recenti studi mostrano come non sia più possibile raggiungere l’obiettivo emissioni nette zero senza rimuovere CO<sub>2</sub> dall’atmosfera. Alcune strategie climatiche quali l’alcalinizzazione degli oceani o l’enhanced weathering, consistenti nella dissoluzione di rocce o minerali quali calcare o olivina in acqua marina o suolo, possono rimuovere da milioni a miliardi di tonnellate di CO<sub>2</sub> all’anno a fronte di altrettanto alti quantitativi di materie prime, costi e consumi energetici. In questo studio sono analizzati tre anelli della catena di lavorazione di queste materie prime, estrazione, triturazione e trasporto, in modo da identificare componenti e processi che causano dispendi energetici ed economici. Dai risultati emerge che nell’escavazione, il consumo energetico dovuto alla movimentazione dei materiali e al trasporto (~3.8 kWh t<sup>-1</sup>) incide sul totale (~5 kWh t<sup>-1</sup>) per circa l’80% e almeno il 50% di questo totale è prodotta da motori diesel. La domanda energetica della macinazione a grana fine è ~ 3 kWh t<sup>-1</sup> per diametri finali di ~ 1 mm e 822 kWh t<sup>-1</sup> per diametri di ~ 2 μm. Il consumo energetico nella macinazione ultra-fine (&lt; 10 μm) è paragonabile a quello della calcinazione (~988 kWh tCaCO<sub>3</sub><sup>-1</sup>) necessaria per la produzione di calce spenta. Per quanto riguarda i costi operativi, l’escavazione si aggira intorno a 1.5 € t<sup>-1</sup> mentre la triturazione, molto più variabile, tra ~2 € t<sup>-1</sup> per diametri finali di 50 μm e ~80 € t<sup>-1</sup> per diametri di 2 μm.</p> <p>Il trasporto di lungo raggio è energeticamente oneroso qualora venga condotto su strada tramite camion a diesel e per lunghe distanze; oltre i 100 km, si possono superare i 40 kWh t<sup>-1</sup>.</p> <p>Per ciascuna attività, è possibile ottenere riduzione dei consumi energetici fino a circa il 40% con investimenti in nuove tecnologie e nell’efficienza energetica. L’elettrificazione e l’uso di energie rinnovabili può ulteriormente ridurre l’impronta carbonica di queste attività.</p> 2022-10-12T13:30:26+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/427 FINALE DI PARTITA SUL CLIMA: ESPLORARE GLI SCENARI CATASTROFICI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI 2022-10-28T14:25:26+00:00 Luke Kemp info@ingegneriadellambiente.net Chi Xu info@ingegneriadellambiente.net Joanna Depledge info@ingegneriadellambiente.net Kristie L. Ebi info@ingegneriadellambiente.net Goodwin Gibbins info@ingegneriadellambiente.net Timothy A. Kohler info@ingegneriadellambiente.net Johan Rockström info@ingegneriadellambiente.net Marten Scheffer info@ingegneriadellambiente.net Hans Joachim Schellnhuber info@ingegneriadellambiente.net Will Steffen info@ingegneriadellambiente.net Timothy M. Lenton info@ingegneriadellambiente.net <p>Una gestione prudente del rischio richiede di prendere in considerazione gli scenari che rappresentano i casi peggiori. Eppure, riguardo ai cambiamenti climatici, tali futuri potenziali sono poco compresi. I cambiamenti climatici di origine antropica potrebbero causare un collasso della società su scala globale o un’eventuale estinzione dell’umanità? Fino a oggi questo è rimasto un argomento pericolosamente inesplorato. Tuttavia, ci sono buoni motivi per sospettare che i cambiamenti climatici possano provocare una catastrofe globale. Analizzare i meccanismi alla base di queste conseguenze estreme potrebbe contribuire a galvanizzare l’azione, migliorare la resilienza e fornire informazioni ai decisori politici, anche riguardo alle misure di emergenza. Accenniamo alle conoscenze attuali sulle probabilità di cambiamenti climatici estremi, trattiamo del perché è di importanza vitale capire i casi peggiori, mostriamo i motivi per cui preoccuparsi di sviluppi catastrofici, definiamo i termini chiave e proponiamo un programma di ricerca. Il programma prende in esame quattro grandi domande: 1) Che possibilità hanno i cambiamenti climatici di innescare eventi di estinzione di massa? 2) Quali sono i meccanismi che possono causare nell’umanità morbilità e mortalità di massa? 3) Quali sono i punti deboli delle società umane rispetto ai rischi a cascata innescati dai cambiamenti climatici, come quelli derivanti da conflitti, instabilità politica e rischi finanziari sistemici? 4) Come sintetizzare utilmente queste molteplici evidenze - insieme ad altri pericoli globali - in una “valutazione integrata della catastrofe”? È ora che la comunità scientifica affronti la sfida di una migliore comprensione dei cambiamenti climatici catastrofici.</p> 2022-10-07T15:04:34+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/426 SCIENZA E POLITICA PER LA SALVAGUARDIA DI VENEZIA 2022-10-28T14:25:26+00:00 Andrea Gambaro gambaro@unive.it Paolo Cescon, Prof. cescon@unive.it Davide Zanchettin, Prof. davidoff@unive.it <p>Venezia è un luogo iconico ed un paradigma di beni storici e culturali di immenso valore a rischio. Le inondazioni ricorrenti a cui è soggetto il centro storico rappresentano il sintomo più dibattuto della fragilità di Venezia, ma la città e l’ecotono lagunare che la circonda sono soggetti a vari pericoli ambientali, dall’inquinamento al sovrasfruttamento delle risorse naturali alla pressione turistica. Questo contributo si prefigge di illustrare come, a Venezia, l’alleanza tra Scienza e Politica si sia dimostrata fondamentale per affrontare le numerose crisi ambientali in cui la città è incorsa sin dalla metà del secolo scorso. A questo scopo, l’interconnessione tra interventi legislativi e iniziative scientifiche a partire dagli anni ’80 del secolo scorso sono analizzati, con particolare attenzione all’innalzamento del livello relativo del mare e al progressivo peggioramento delle statistiche riguardanti gli episodi di mareggiata (gli eventi di “acqua alta”), una minaccia che ci si attende peggiori nel corso di questo secolo e contro la quale è recentemente diventato operativo un sistema protettivo basato su barriere mobili, il MoSE. Guardando oltre a Scienza e Politica, l’opinione pubblica è in grado di far riverberare la discussione su qualsiasi evento che riguarda Venezia, talora con una eco mediatica globale. Pertanto, gli autori discutono come la strada dell’alleanza tra Scienza e Politica a Venezia, se percorsa con chiarezza e rigore, potrebbe assumere una valenza storica per le grandi sfide future alle quali il Pianeta e l’Umanità stanno andando incontro.</p> 2022-10-05T17:18:30+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/430 Un valido esempio di innovazione nell’evaporazione sottovuoto ottimizzando il consumo energetico 2022-10-28T14:22:30+00:00 Eco-Techno . sales@eco-techno.it <p>Nel corso dell’ultimo anno il marcato aumento dei prezzi delle materie prime, dei combustibili e dell’energia elettrica ha comportato per il settore produttivo un gravoso incremento dei costi, motivo per cui ora più che mai viene sentita la necessità di optare, all’interno dei progetti, per delle soluzioni in grado di consentire un risparmio energetico e l’ottimizzazione dei consumi. Prendendo in esame il trattamento delle acque reflue industriali, oggigiorno è sempre più importante ricercare tecnologie che consentano di ottenere una significativa riduzione in termini di consumo energetico.</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/431 Efficienza e innovazione con le soluzioni KSB in Tennacola S.P.A. 2022-11-11T07:37:42+00:00 KSB Italia . info_italia@ksb.com <p>La società Tennacola S.p.A. attraverso la propria dotazione impiantistica gestisce il Servizio Idrico Integrato (SII) delle acque, ovvero l’insieme delle operazioni per l’attingimento di acqua potabile dalle sorgenti, il trasporto verso i serbatoi e i singoli utenti, la raccolta delle acque di scarico e la loro depurazione e la reimmissione nei corpi idrici superficiali. La stazione di sollevamento fognaria in esame è situata nella Contrada di Passo Sant’Angelo nel comune di Sant’Angelo in Pontano (Macerata) e colletta i reflui civili misti, acque nere e acque meteoriche di circa 2.000 abitanti. Dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche e problematiche dell’impianto esistente con pompe sommergibili, KSB Italia ha risposto alle necessità del cliente proponendo una stazione di sollevamento fognario con pompe a secco.</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/432 Nuovo sistema smartCID composto da sonde e misuratore fanghi 2022-10-28T14:39:11+00:00 CID Ing. Ventura info@venturacid.it <p>Il CID ING VENTURA Srl opera dal 1979 nel settore della depurazione delle acque reflue civili e industriali mediante la progettazione, l’esecuzione e la gestione degli impianti. L’esperienza maturata dal 1979 nel settore specifico della depurazione delle acque ha permesso a CID di conseguire nel 1994 il Brevetto Europeo di lettura fotometrica all’infrarosso della trasmittanza dell’acqua tal quale e successiva elaborazione statistica-neurale e la realizzazione delle Sonde inox CID per la rilevazione in continuo, senza l’utilizzo di reagenti, dei parametri: Solidi Sospesi, BOD5, COD, Torbidità, Tensioattivi. Nel 2021 il sistema di telecontrollo composto dalle sonde e apparecchiature prodotte da CID è stato affiancato dal nuovo sistema smartCID che include oltre alle sonde inox CID il Misuratore fanghi Vf30, frutto del nuovo Brevetto conseguito da CID, per rilevare in automatico la quantità di fango [cc/l] e la velocità di sedimentazione VSED [m/h] nei processi biologici e chimico-fisici di flocculazione.</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/433 Imballaggi compositi a prevalente base cellulosica… e dove trovarli 2022-11-12T17:44:32+00:00 Comieco . info@comieco.org <p>Pur consapevole che la citazione nel titolo del seguente articolo dell’opera “animali fantastici e dove trovarli” della scrittrice inglese J. K. Rowling (già autrice della saga di Harry Potter) possa apparire poco ortodossa ad una prima lettura posso però dimostrare che esistano delle analogie tra la saga fantasy e la storia recente degli imballaggi compositi a prevalente base cellulosica (che da qui in poi indicheremo sinteticamente come “compositi”). Come succede per gli “animali fantastici” protagonisti del libro, anche i compositi vengono infatti percepiti dall’opinione pubblica da taluni come elementi di progresso con effetti addirittura miracolosi e da talaltri in maniera molto diffidente sottolineandone maggiormente gli aspetti potenzialmente non positivi.</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/434 Unità mobili: una soluzione versatile per far fronte alle emergenze e a necessità temporanee 2022-10-28T14:25:01+00:00 Veolia Water Technologies Italia spa info.italia@veolia.com <p>L’utilizzo temporaneo di impianti mobili di trattamento acque, sia in caso d’emergenza che per attivita programmate, come potrebbero essere le manutenzioni degli impianti permanenti, costituisce una valida alternativa agli elevati costi d’investimento iniziali richiesti per un nuovo impianto per la produzione di acqua di processo o per ottemperare ai limiti di scarico imposti dalla normativa vigente. Un sistema temporaneo di trattamento acque e una soluzione ideale in caso di emergenza, poiche puo sostenere un’erogazione continua di acqua trattata per tutti gli scenari imprevisti, come ad esempio, affrontare cambiamenti stagionali a breve termine o fornire acqua di processo ad un impianto che necessariamente deve produrre in continuo, ed impedirne cosi costosi tempi di inattivita.</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement## https://www.ingegneriadellambiente.net/ojs/index.php/ida/article/view/435 Informazioni dalle Aziende 2022-10-28T14:33:22+00:00 AA.VV. . info@ingegneriadellambiente.net <p><strong>Coperture in lega di alluminio JSF ALUROOFS</strong></p> <p>Da oltre 25 anni la JSF ALUROOFS di Villadangos del Paramo – Leon (E) propone sul mercato mondiale coperture in lega di alluminio per depuratori oltre che per edifici civili con centinaia di referenze in tutto il mondo e migliaia di metri quadrati coperti. L’alluminio ha preso sempre più piede nelle coperture di depuratori rispetto alla classica vetroresina grazie alle sue caratteristiche ed ai suoi indubbi vantaggi:&nbsp; […]</p> <p>____________________________________________________________</p> <p><strong>Vapore come fluido di processo e per produzione di energia elettrica</strong></p> <p>Si tratta di contratti per <em>Boilers </em>di tipo industriale realizzati da Macchi, che forniranno il vapore di processo in diverse tipologie di impianti, tra cui raffinerie e impianti di liquefazione gas (LNG) e impianti chimici. Questi progetti verranno ingegnerizzati nella sede centrale di Gallarate e realizzati per la maggior parte utilizzando le officine del Gruppo Sofinter. Dodici <em>boilers </em>andranno a Ras Laffan nel più grande impianto al mondo per la produzione di GNL in Qatar e contribuiranno ad attuare l’accordo di ha la copertura Alugreca della vasca di ossidazione 38 x 33 m del depuratore di Torrevieja (Alicante) e la copertura Alusphere con Ø 53,45 m del centro commerciale di Rzesow (PL) inaugurato nella primavera del 2022. […]</p> 2022-10-28T00:00:00+00:00 ##submission.copyrightStatement##