IL CONTRIBUTO DELLO STOCCAGGIO DI CARBONIO NEI SUOLI AGRICOLI ALLA MITIGAZIONE DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

  • Martino Bellieni ERSAF - Lombardia Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste
  • Stefano Brenna ERSAF
  • Stefano Caserini Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Politecnico di Milano
  • Marco Acutis Università degli studi di Milano
  • Alessia Perego Università degli studi di Milano
  • Calogero Schillaci Università degli studi di Milano
  • Roberta Farina CREA
  • Marina Vitullo ISPRA
  • Franco Miglietta IBIMET-CNR
Parole chiave: suoli, cambiamenti climatici, agricoltura, carbonio, mitigazione, LULUCF

Abstract

Nell’ultimo decennio si è progressivamente consolidata la consapevolezza dell’importanza del ruolo dell’agricoltura, e in particolare dello stato di salute dei suoli, nelle strategie di contrasto del cambiamento climatico e di adattamento ai suoi effetti. I suoli agricoli, pur se soggetti a consistenti perdite di carbonio nel corso degli ultimi secoli a causa delle pratiche agricole, presentano un contenuto di carbonio pari a tre volte il contenuto attuale di carbonio dell’atmosfera e un incremento di appena qualche punto percentuale di tale contenuto potrebbe determinare importanti assorbimenti di CO2 atmosferica.

Per implementare tale potenziale di mitigazione occorre però approfondire la conoscenza dei processi di sequestro del carbonio nei suoli, individuandone i parametri determinanti e le limitazioni; queste informazioni sono fondamentali per formulare adeguate proposte politiche di gestione dei suoli ed efficaci metodologie di monitoraggio degli stock di carbonio terrestri nel tempo.

In tale contesto, il presente articolo offre una rassegna dello stato dell’arte sul tema del legame fra il contenuto di carbonio nei suoli e le politiche di contrasto del cambiamento climatico. Dopo aver effettuato l’inquadramento del problema nel contesto generale delle politiche sul clima, sono presentate le diverse pratiche di gestione che possono determinare incrementi del contenuto di carbonio nei suoli in dipendenza da fattori climatici ed ambientali. Pur se l’entità del potenziale reale di stoccaggio di carbonio di alcune pratiche, come le coltivazioni no-till e l'utilizzo di biochar, è tuttora soggetto ad incertezze e a diverse valutazioni, l’elevato potenziale teorico e i numerosi co-benefici sulla resilienza del sistema agricolo rendono necessario migliorare il quadro conoscitivo affinché tali pratiche possano diventare un elemento chiave per le politiche sui cambiamenti climatici e la produzione di cibo dei prossimi decenni.

Sono infine passate in rassegna diverse tipologie di iniziative politiche (accordi internazionali, regolamenti, tassazioni, sussidi, mercato volontario dei crediti di carbonio) che possono favorire l’implementazione delle pratiche di gestione agricola con maggior potenziale di mitigazione.
Pubblicato
15-07-2017
Sezione
Articoli di ricerca