SEVESO: UNA LEZIONE DURATA 40 ANNI

  • Arianna Azzellino Politecnico di Milano
  • Antonio Ballarin Denti Fondazione Lombardia per l’Ambiente
  • Paolo Mocarelli Università Milano Bicocca

Abstract

Il 10 luglio 1976, a causa di un’esplosione all’interno di un reattore chimico dello stabilimento industriale ICMESA di Meda, venne emessa in atmosfera una nube di diossina che investì il territorio di Seveso e di alcuni comuni limitrofi. L’incidente ebbe ripercussioni di tipo sanitario su lavoratori e abitanti della zona, specialmente sui bambini più esposti alla nube tossica e provocò una forte contaminazione di tutto il territorio colpito.

La scarsa conoscenza di allora e la sottovalutazione dei rischi derivanti dalla presenza di insediamenti produttivi associata all’entità del disastro ambientale resero emblematico il caso dell’ICMESA, ponendo per la prima volta l’attenzione pubblica internazionale sul tema del rischio industriale.

L’Italia gestì le conseguenze di questo grave incidente in modo attivo, soprattutto attraverso l’attivazione di una struttura di emergenza (l’Ufficio Speciale di Seveso) gestita dalla Regione Lombardia che svolse un controllo estensivo della popolazione durato decenni, per i cui risultati si rimanda alle relative numerose pubblicazioni.

Biografia autore

Arianna Azzellino, Politecnico di Milano
Ricercatore in ruolo. Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale. Politecnico di Milano
Pubblicato
10-03-2017
Sezione
Editoriale