Trattamenti di ossidazione e di riduzione chimica per la bonifica di sedimenti contaminati

  • Alessandro Careghini Politecnico di Milano, DICA sez. Ambientale
  • Kevin Gardner University of New Hampshire
  • Scott Greenwood University of New Hampshire
  • Andrea Mastorgio Politecnico di Milano, DICA sez. Ambientale
  • Sabrina Saponaro Politecnico di Milano, DICA sez. Ambientale
  • Elena Sezenna Politecnico di Milano, DICA sez. Ambientale
Parole chiave: Sedimenti Contaminati, Ossidazione Chimica, Riduzione Chimica, Mobilità Metalli, Idrocarburi Policiclici Aromatici

Abstract

La gestione dei sedimenti dragati rappresenta una complessa problematica in tutti i paesi industrializzati per gli ingenti quantitativi di materiale asportati e per le loro caratteristiche di qualità ambientale. Le opzioni più diffuse prevedono il refluimento nel corpo idrico di origine (per i sedimenti non contaminati), lo smaltimento in discarica o il trattamento per raggiungere specifici obiettivi di bonifica. Le principali alternative di trattamento ad oggi identificate sono essenzialmente mutuate dalle tecniche di decontaminazione dei terreni; i sedimenti possiedono tuttavia caratteristiche peculiari che possono complicarne l’esecuzione, ridurne l’efficienza o incrementarne drasticamente i costi. Tra le opzioni disponibili, i trattamenti di ossidazione e di riduzione chimica sono stati usati con successo in vari casi reali, ma la loro applicabilità ed efficacia dipendono fortemente dalle caratteristiche del sedimento e di contaminazione.

In questo lavoro vengono presentati i principali risultati ottenuti a scala di laboratorio su due differenti sedimenti contaminati sottoposti a trattamenti chimici. Sedimenti provenienti da Porto Marghera (VE, Italia) sono stati trattati con sistemi di ossidazione “tipo Fenton” o con sistemi di riduzione basati su ferro zero valente per rimuovere idrocarburi del petrolio, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) e policlorobifenili. Materiali dragati da un canale industriale di New York City (USA) sono invece stati trattati con differenti ossidanti (“tipo Fenton”, persolfato e perossido-acido) per rimuovere IPA e valutare le possibili alterazioni sulla mobilità dei metalli e sulla resistenza alla filtrazione.

Pubblicato
04-11-2014
Sezione
Articoli di ricerca