ANALISI SPERIMENTALE SULLA DISINTEGRAZIONE IN PROVE DI COMPOSTAGGIO DI VASCHETTE A BASE CARTA PER IL CIBO D’ASPORTO

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Floriana Fava
Giovanni Dolci
Valeria Venturelli
Mario Grosso

Abstract

La frazione organica è in Italia la più rilevante tra i materiali raccolti per via differenziata. In aggiunta al rifiuto alimentare e al verde, si rileva anche una certa quantità di frazioni cellulosiche (2,5%). Questo studio si pone l’obiettivo di valutare la disintegrazione in condizioni aerobiche di quattro imballaggi a base carta utilizzati per confezionare il cibo d’asporto. Sono state analizzate due vaschette in cartoncino ondulato, una vaschetta in cartoncino con accoppiato un film in acido polilattico (PLA) e una vaschetta con coperchio realizzati in cartoncino sottoposto a un trattamento barriera per grassi e umidità. Le prove sono state svolte riproducendo, per quanto possibile, le condizioni presenti negli impianti di compostaggio, prendendo come riferimento la norma europea EN 14045:2003, volta a valutare la disintegrazione degli imballaggi in prove di compostaggio in condizioni controllate su scala pilota. In particolare, le vaschette sono state tagliate in pezzi quadrati di lato 5 cm e sottoposte a compostaggio insieme a rifiuto alimentare, inoculo e materiale strutturante. Per renderne possibile il riconoscimento durante la prova, ogni pezzo è stato inserito all’interno di una sottile rete in plastica. Le quattro vaschette hanno mostrato comportamenti differenti. Le due realizzate in sola carta sono risultate disintegrate e indistinguibili dal compost già dopo le prime quattro settimane. La vaschetta in cartoncino con accoppiato il film in PLA ha invece mostrato limitate variazioni nella struttura dei pezzi inseriti al termine delle prime quattro settimane di prova. Dopo otto settimane la perdita in peso media dei pezzi inseriti è cresciuta fino al 75%. Infine, la vaschetta con coperchio sottoposti al trattamento barriera hanno mostrano una struttura integra dopo quattro settimane, ancora distinguibile dopo otto settimane e un livello di disintegrazione comparabile a quello degli altri manufatti analizzati solamente dopo dodici settimane.

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