VALUTAZIONE DEI FLUSSI DI SCARTO NELLA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI IN ITALIA

  • Martina Bellan Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Politecnico di Milano
  • Mario Grosso, Prof. Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale, Politecnico di Milano
Parole chiave: rifiuti urbani, raccolta differenziata, scarti di trattamento

Abstract

Una buona raccolta differenziata è la prima condizione per sostenere una filiera di riciclo di alta qualità, con il fine ultimo della preservazione delle risorse naturali e la riduzione degli impatti sull’ambiente.

Per una corretta pianificazione della gestione dei rifiuti urbani e una valutazione dei fabbisogni impiantistici, occorre conoscere non solo la produzione di rifiuto urbano residuo, ma anche quantificare i flussi di scarto derivanti dai trattamenti delle raccolte differenziate. Questi rifiuti, che non è possibile avviare a recupero di materia, devono essere gestiti con particolare attenzione al contenimento degli impatti ambientali e quindi preferendo l’incenerimento con recupero di energia allo smaltimento in discarica, al quale nel 2018 in Italia si è ancora fatto ricorso per la gestione del 22% dei rifiuti urbani.

La quantificazione degli scarti generati nelle operazioni di recupero delle frazioni differenziate è stata l’obiettivo di questo lavoro. Dall’analisi è emerso che, a fronte di una produzione nazionale di rifiuti nel 2018 pari a 30,2 milioni di tonnellate e una raccolta differenziata del 58%, l’attuale gestione e trattamento dei rifiuti raccolti in modo differenziato generano circa 3,4 milioni di tonnellate di scarti, di cui 3 milioni sono idonei al recupero energetico.

Il totale degli scarti costituisce circa il 20% del materiale raccolto per via differenziata; se sommati al rifiuto urbano residuo attualmente generato, lo incrementano del 27% portando il quantitativo complessivo a 16,1 milioni di tonnellate all’anno, di cui 15,7 possono essere avviate a recupero energetico.

Pubblicato
18-09-2020
Sezione
Articoli di ricerca