L’END OF WASTE: DALLA CULLA ALLA CRISI

  • Federica Carollo Politecnico di Milano - DICA
  • Lucia Rigamonti Politecnico di Milano - DICA
Parole chiave: RIFIUTI, ECONOMIA CIRCOLARE, CICLO DI VITA, RICICLO, RIFIUTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE

Abstract

L’End of Waste (in italiano “cessazione della qualifica di rifiuto”) è un tassello fondamentale dell’economia circolare, che da ormai qualche anno si pone l’obiettivo di effettuare un cambio di modello di business rispetto al modo di consumare e di intendere l’utilizzo della materia, al fine di avvicinarsi sempre di più ai modelli naturali. Il raggiungimento di questo nuovo modello economico è però reso difficile a causa dei vincoli imposti dalla normativa vigente che risulta spesso frammentata e non chiara. Questo articolo si pone l’obiettivo di raccontare le vicende normative in campo End of Waste che si sono susseguite, partendo dalla prima volta in cui viene definita la corretta gestione dei rifiuti, con una normativa europea risalente al 1975, seguita da una serie di decreti ministeriali in Italia indirizzati tutti al perseguimento della via per l’economia circolare. Questo fino alla sentenza del 2018 che ha messo in crisi la gestione dei rifiuti poiché ha tolto alle Regioni il diritto di concedere autorizzazioni agli impianti di riciclo. Le imprese, avendo gli impianti bloccati, hanno incitato insieme alle associazioni di categoria e alle Regioni a creare un nuovo decreto che sbloccasse la situazione. Il Ministero quindi ha emesso il decreto cosiddetto “sblocca cantieri”, che ha fatto tornare il diritto di concedere autorizzazioni alle Regioni ma in molti punti richiama una direttiva di 20 anni prima che rende limitativo il corretto riciclo dei materiali.

Pubblicato
2020-01-10
Sezione
Comunicazioni tecnico-scientifiche