CRITERI PER LA DEFINIZIONE DI INDICATORI PRIORITARI DI IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI: VERSO UN SET A LIVELLO NAZIONALE

  • Francesca Giordano Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
  • Claudia Sebbio
  • Gabriele Antolini
  • Lucio Botarelli
  • Federica Flapp
  • Veronica Bonati
  • Luca Onorato
  • Nicola Loglisci
  • Graziella Priod
  • Renata Pelosini
  • Andrea Motroni
  • Umberto Morra di Cella
Parole chiave: cambiamenti climatici, impatti chiave, criteri, indicatori di impatto dei cambiamenti climatici, adattamento

Abstract

Come evidenziato nella Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti climatici (MATTM, 2015), in Italia si stanno già manifestando i cambiamenti climatici ed i relativi impatti, con differente intensità e disomogenea distribuzione sul territorio. In questo contesto di cambiamento, emergeranno con ogni probabilità nuove problematiche, mentre alcuni fenomeni già esistenti potranno subire un’amplificazione. La comunità scientifica sarà quindi chiamata ad affrontare nuove sfide, che richiederanno nuovi strumenti conoscitivi, nonché sistemi innovativi di supporto alle decisioni. Nel 2016 il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), costituito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e dalle Agenzie Regionali e delle province autonome di Trento e Bolzano per la Protezione dell’Ambiente, ha avviato un’iniziativa finalizzata a definire un set di indicatori di impatto dei cambiamenti climatici a livello nazionale. L’obiettivo è quello di migliorare il quadro conoscitivo sulle conseguenze ambientali, sociali ed economiche dei cambiamenti climatici, favorire i processi di comunicazione per aumentare la consapevolezza dei cittadini su tali temi, supportare i processi decisionali ed, infine, contribuire a stabilire uno scenario di riferimento rispetto al quale poter monitorare l’efficacia delle future azioni di adattamento. Ad oggi sono stati individuati circa 150 “potenziali indicatori di impatto dei cambiamenti climatici” appartenenti ai seguenti settori: a) risorse idriche; b) desertificazione, degrado del territorio e siccità; c) dissesto idrogeologico; d) biodiversità ed ecosistemi terrestri, marini e di acque interne e di transizione; e) salute; f) foreste e produttività forestale; g) agricoltura e produzione alimentare; h) pesca marittima; i) acquacoltura; j) energia; k) zone costiere; l) turismo; m) insediamenti urbani; n) patrimonio culturale; o) trasporti e infrastrutture; p) industrie pericolose; q) aree alpine e appenniniche; r) bacino fluviale del Po. Essi costituiscono un portfolio di indicatori molto ampio, necessario al fine di mettere a sistema un monitoraggio ottimale degli impatti. Nel breve termine, soltanto un numero limitato di indicatori verrà selezionato sulla base di opportuni criteri e successivamente popolato, con l’obiettivo di stabilire una prima baseline di riferimento su scala nazionale.

Pubblicato
12-03-2019
Sezione
Comunicazioni tecnico-scientifiche